INTERNET RELATED DISORDER – DISTURBI CORRELATI ALL’ABUSO DI INTERNET

La Comunità Scientifica è quasi unanime oggi nel considerare il fenomeno della dipendenza, addiction, come “un problema della mente, una condizione causata da cambiamenti persistenti nelle strutture e nelle funzioni mentali” (Leshner, 2001).

Sia una sostanza chimica che un altro tipo di esperienza e stimolazione possono quindi essere così gratificanti da instaurare relazioni disfunzionali di dipendenza. Le nuove forme di dipendenza “senza droghe” sono agevolate dalle innovazioni tecnologiche, che facilitano la gratificazione immediata dei bisogni.

Le addictions, siano esse correlate all’uso di sostanze chimiche o meno, presentano alcune caratteristiche comuni come la compulsività, i pensieri intrusivi ed egodistonici, la perdita di controllo che porta la persona a protrarre nel comportamento nonostante i sensi di colpa, la vergogna, l’umiliazione e le difficoltà che comporta sulla sfera familiare, lavorativa, legale e finanziaria. I comportamenti compulsivi divengono parte di una ruotine e definiscono la quotidianità della vita del paziente, soddisfando una vasta gamma di bisogni umani essenziali.

L’ingresso di Internet ha sicuramente rivoluzionato e cambiato profondamente le nostre vite, sia nel mondo della scuola, del lavoro, nella vita domestica che nella nostra modalità di intessere e mantenere relazioni sociali. La nostra vita attuale sembra impensabile senza la tecnologia; Internet rappresenta una possibilità di sviluppo e di apprendimento per i giovani, una fonte di occupazione e crescita professionale nonché un nuovo modo di comunicare.

Con il tempo internet ha assunto sempre più le caratteristiche di un fenomeno di massa, che coinvolge fasce eterogenee della popolazione. Basti pensare che gli utenti di Internet, a livello mondiale, sfiorano i 2 miliardi di persone e le previsioni lasciano intravedere una crescita ulteriore nei prossimi anni.

Ogni giorno gli individui sperimentano nuovi modelli di relazione con sé stessi e con gli altri mediati dal web, fino a raggiungere il superamento del confine di sé e alla possibilità di innescare modalità patologiche di utilizzo e di rapporto con Internet. Le infinite funzioni e applicazioni offerte dalla rete, infatti, suscitano condizioni particolari e soggettive negli utenti che possono portare allo sviluppo di vere e proprie patologie, definite con il termine di web dipendenze perché caratterizzate da aspetti tipici dei comportamenti di dipendenza.

Molti studiosi sono oggi in accordo nel sostenere che piuttosto che parlare di una sindrome unitaria di dipendenza da internet sia più indicato riferirsi a Disturbi correlati all’uso di Internet (Internet Related Disorders), spostando l’attenzione sulle caratteristiche individuali di quegli utenti che, più di altri, sono vulnerabili allo sviluppo di queste sintomatologie a seguito dell’interazione con il mezzo “web”.

 

I numeri dell’uso di internet e della dipendenza ci dicono che in Italia i dipendenti da internet sono quasi tutti giovani e giovani-adulti e, considerando i livelli di gravità severo e moderato, sono circa il 6%, mentre in Inghilterra il 18% degli studenti usa internet in modo eccessivo, in Norvegia l’1% e in Grecia l’8% è dipendente. Ma è nel continente asiatico che i tassi d’incidenza sono più elevati, oscillano dall’1% al 25%.

I dati della letteratura scientifica sull’argomento indicano che i soggetti più a rischio per lo sviluppo dell’Internet Addiction Disorder hanno un’età compresa tra 15 e 40 anni, con difficoltà comunicative per problemi psicologici, psichiatrici, familiari e relazionali.
Le personalità più vulnerabili sono caratterizzate da tratti ossessivo-compulsivi e/o tendenti al ritiro sociale, con aspetti di inibizione nei rapporti interpersonali. Per esse l’uso patologico della rete rappresenta un tipo di comportamento di evitamento, tramite il quale il soggetto non affronta le proprie problematiche di vita quotidiana.