SHOPPING COMPULSIVO ON LINE

Definizione

Nonostante gli studi scientifici e le ricerche su tale disturbo siano ancora giovani e di dimensioni ridotte rispetto a quelli che riguardano le più note forme di dipendenza, come l’alcolismo e l’abuso di droghe, ci sono evidenze che testimoniano il crescente incremento e il peso sociale del fenomeno, che comporta conseguenze significative sia sul piano emotivo, che relazionale, lavorativo e finanziario.

Nella società occidentale attuale è inoltre cambiato, ed è in continua evoluzione, il comportamento del consumatore che ha a disposizione più denaro da denaro da spendere e sperimenta modalità differenti di acquisto, legate all’uso delle carte di credito, dei pagamenti on line e di quelli ancora più recenti attraverso smartphone. Questi nuovi strumenti rappresentano una spinta aggiuntiva al consumo, fornendo l’illusione all’acquirente di avere denaro sempre disponibile, di facile utilizzo e senza avere un diretto controllo sulle entrate e sulle uscite. Internet, dunque, modifica questo fenomeno, amplificandolo, redendo possibile acquistare ovunque, senza bisogno di spostarsi dalla postazione del computer, avendo a disposizione la sola carta di credito e la rete internet.

Il fenomeno dello shopping compulsivo on line si caratterizza per l’impulso irresistibile a comprare, che nonostante venga riconosciuto come eccessivo e disfunzionale da chi lo mette in atto, viene reiterato più e più volte fino a determinare effetti dannosi sia per il soggetto stesso che per coloro che gli stanno intorno. Il comportamento viene mantenuto seppur la persona cerchi di controllalo e di ridurlo. Lo shopping compulsivo on line se inizialmente si caratterizza per lo stato di piacere esperito nel comprare e nel fare nuovi acquisti, successivamente vede il soggetto sperimentare un senso di crescente tensione e il desiderio di comprare diviene un impulso irrefrenabile necessario per alleviarla.

Il fenomeno, in una fase iniziale, non viene vissuto dalla persona come fonte di criticità e problemi ma come un sollievo immediato da ansia e stress emotivi e come gratificazione personale, apparente ricompensa che sembra rinforzare il comportamento determinando l’instaurarsi di dinamiche ripetitive e compulsive.

Ciò che spinge l’individuo è qualcosa che va oltre l’impulso all’acquisto episodico e dirompente, ma rappresenta una perdita cronica del controllo degli impulsi che si evolve in un pattern ripetitivo, che diviene insana e disfunzionale abitudine.

Incidenza

Le persone più a rischio di sviluppare questa condizione sono donne, di età compresa tra i 20 ed i 40 anni di età. Il compulsive shopper tipico, come emerso dalle ricerche sul tema, si dedica all’acquisto di alcuni prodotti specifici e predilige determinate modalità di fare acquisti. Solitamente i generi più acquistati sono: gioielli, scarpe, vestiti, articoli per la casa, libri, oggetti di make up per le donne; per gli uomini, invece, gli acquisti predominanti riguardano materiale per l’auto, attrezzatura sportiva o articoli di prestigio che rafforzino l’identità personale e ostentino potere.

Lo shopping compulsivo sembra presentarsi più di frequente in persone affette anche da altre patologie, in particolare disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, disturbi del controllo degli impulsi e disturbi da uso di sostanze.

Segni clinici

I segni clinici che contraddistinguono il disturbo sono:

-la frequente preoccupazione e il forte impulso a comprare, che sono vissuti dalla persona come irresistibili, intrusivi o insensati,

-il comprare frequentemente al di sopra delle proprie possibilità e reali necessità per periodi di tempo superiori a quelli stabiliti,

-lo stress marcato provocato dalla preoccupazione e dall’impulso all’acquistare che interferiscono con il funzionamento sociale, lavorativo e familiare della persona, con la possibilità di determinare anche significativi problemi finanziari.

Trattamento

La letteratura scientifica sul tema dello shopping compulsivo prende in considerazione diverse forme di trattamento come la psicoterapia individuale, quella di gruppo, interventi di counselling specifi, gruppi di auto-mutuo aiuto e trattamento farmacologico.

Ciò che è importante considerare è che spesso i pazienti che si recano dal professionista si chiedono per quanto ancora si protrarrà il loro disturbo e pongono richieste di cura e prese in carico quanto più veloci possibili. Il clinico deve dunque tenere in considerazione l’urgenza e la richiesta di contenimento e fornire strategie efficaci per affrontare il disagio quotidianamente esperito.

Sono dunque auspicabili psicoterapie individuali con durata breve e definita che siano attente al significato che il sintomo assume nella personalità e nel contesto sistemico-relazionale dell’individuo, e che forniscano anche strategie pratiche di gestione dei sintomi.