 | EROINA |
SOSTANZA
Dalla raffinazione dell’oppio si ottiene la morfina,
la forma più utilizzata è cloridrata. Acetilando
due gruppi idrossilici della morfina in posizione 3-6 si ottiene
la diacetilmorfina (EROINA).
METODI D'ASSUNZIONE:
Endovenosa e per via inalatoria
Somministrazione per via endovenosa:
a) l'eroina passa rapidamente
la barriera ematoencefalica
b) entro pochi minuti le concentrazioni
di eroina si riducono sino ad annullarsi pur persistendo l'azione
farmacologica
c) parallelamente aumentano le concentrazioni
cerebrali di MAM e poi di Morfina.
EFFETTI FISICI
Effetto analgesico: il soggetto non percepisce il dolore;
i recettori degli oppiacei, appartengono alla famiglia della
proteina G, e sono responsabili della dipendenza (fisica),
e delle manifestazioni comportamentali
EFFETTI PSICHICI
Effetti psichici immediati: FLASH o SBALLO: esplosione di
intenso piacere, simile ad un orgasmo sessuale, caratterizzato
da sensazioni di stordimento e benessere.
Dopo pochi minuti la sensazione cessa e subentra un rallentamento
dell'attività psichica accompagnato da sedazione, sonnolenza
e senso di ovattamento ("entrare in palla").
Spesso compare alterazione febbrile con tremiti (dovute alle
sostanze da taglio).
Chi si è appena bucato viene visto come un soggetto
sonnolento che tende a lasciarsi andare.
Descrivere le sensazioni provate dalla somministrazione di
eroina è molto difficile e variano da persona a persona:
alcuni parlano di "meravigliosa sensazione di benessere"
altri di " paradiso artificiale": Le esperienze
risultano quindi molto diverse da individuo ad individuo.
Sicuramente la durata è molto breve e questo induce
la dipendenza oltre che la tolleranza (per aumentata metabolizzazione
della sostanza).
COMPLICANZE
ACUTE
Intossicazione acuta (over-dose), diminuzione della frequenza
cardiaca e della profondità del respiro, abbassamento
della pressione arteriosa e della temperatura, edema polmonare,
dispnea. Complicanze legate alle sostanze da taglio.
La sindrome di astinenza compare 10-48 ore dopo l'ultima somministrazione,
dura circa una settimana e raggiunge la sua massima intensità
dopo 3-4 giorni. Si manifesta in tre fasi:
1° fase: (entro 12 h) midriasi, senso di malessere generale
con irrequietezza, ansia, sbadigli, nausea, vomito e diarrea.
2° fase: definita anche fase del "tacchino freddo",
peggioramento dei sintomi precedenti orripilazione e sudorazione.
3° fase: "calcio all'abitudine" presenza di
movimenti involontari a carico degli arti inferiori e/o superiori.
CRONICHE:
Delirium da intossicazione da oppioidi
Disturbo psicotico indotto da oppioidi
Disturbo dell'umore indotto da oppioidi
Disturbo del sonno e della sfera sessuale (ipersonnia e impotenza).
| SPORTELLO INFORMAZIONI |
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