Diagnosi e Trattamento Del Gambling

Il gambling è una malattia progressiva che di solito compare durante l’adolescenza ma può manifestarsi ad ogni età; i figli di un GAP sono più esposti al rischio di sviluppare la malattia.

Il gambling patologico è una malattia da dipendenza che i giocatori definiscono l’essere in azione, è uno stato di stimolazione (High) paragonabile a quello degli stimolanti come la cocaina. Un giocatore è “in azione” quando è in attesa del risultato di una puntata consistente. In alcuni casi sono presenti sensazioni di identità alterata e di dissociazione. Sia lo stato di High che la dissociazione permettono di attenuare sensazioni disforiche, quali noia, ansia e depressione poiché comportano una diminuzione dell’autocritica, delle preoccupazioni e dei sensi di colpa, e permettono al giocatore di abbandonarsi a fantasticare sulla imminanete “grossa vincita”.

Per quanto riguarda la patofisiologia, in una ricerca, nei giocatori è stato rilevato, un aumento nel liquido cerebrospinale, dei metaboliti della noradrenalina prodotti a livello centrale e un aumento dell’esecrezione urinaria dello stesso neurotrasmettitore. La psicoanalisi da principio definiva il gioco d’azzardo, un’attività erotizzante e una forma di masochismo, poi si è posta l’enfasi sulla identificazione di precedenti familiari, di tratti narcisistici della personalità e di vari tipi di onnipotenza. Attualmente le ricerche psicologiche sono focalizzate sull’esigenza di andare a caccia di sensazioni e sul deficit del controllo degli impulsi.

5 sono i fattori rilevanti per la presenza di gambling:

  1. umore (dalla depressione alla ipomania);
  2. aspetto ossessivo-compulsivo;
  3. componente legata ad esperienze esistenziali traumatiche;
  4. basso livello di socializzazione;
  5. tendenza al consumo di sostanze.

Descrizione psicodinamica:  il giocatore patologico ha una struttura di personalità analoga a quella dei tossicomani del tipo C e fortemente caratterizzata, dunque, in senso border-line. Caratteristiche:

  1. Oscillazioni violente del tono dell’umore;
  2. Pienezza del coinvolgimento;
  3. Difficoltà di controllo e altre manifestazioni di labilità dell’Io (manifestazioni d’ansia, discontinuità, difetto di programmazione ragionata del proprio futuro);
  4. Drammaticità e precarietà delle relazioni interpersonali.

La difficoltà di integrare gli aspetti positivi e negativi nei vissuti relativi al Sé ed al mondo esterno indica con chiarezza l’importanza dei meccanismi difensivi basati sulla scissione. La ricerca di figure e di oggetti mitici percepiti e sentiti come dotati di potere salvifico ed a cui legarsi con forme di dipendenza più o meno aggressiva è espressione diretta di una tendenza poco controllata all’uso dell’identificazione proiettiva. L’incapacità di godere i risultati delle vincite e la successiva tendenza al gioco a perdere propria dei giocatori patologici, sono la conseguenza naturale dell’attività di un Super-Io arcaico e del conflitto obbligato, e senza speranza fra impulsi trasgressivi e tendenze autopunitive, in cui questo tipo di persone può finire per coinvolgere tutta l’organizzazione della sua vita. Il gioco d’azzardo patologico descrive le caratteristiche più evidenti delle strutture border-line di personalità. Le persone che sperimentano un coinvolgimento personale totale con il gioco (o con le droghe) funzionano tutte, nel tempo in cui tale coinvolgimento si manifesta, ad un livello border-line.

L’evoluzione della malattia è suddivisa in 4 fasi:

  1. Fase di vincita: il soggetto in seguito ad una grande vincita prova sensazioni di potere, di ricchezza e di onnipotenza. Si sviluppa la dipendenza dal culmine del piacere e si attenuano i meccanismi di difesa, che consentono di affrontare il problema e di neutralizzare gli stati emotivi negativi. Il giocatore si allontana dalle relazioni interpersonali importanti e cresce la sua autostima; crede di poter disporre di strumenti magici, mentre altri per vivere devono lavorare. Di solito ricordano le vincite e minimizzano o negano le perdite.
  2. Fase della perdita: ha inizio con una sequenza di perdite imprevedibili. E’ colpito il narcisismo del giocatore che quindi deve inseguire le vincite per rifarsi del denaro perso e di solito lo fa con minor cautela, accumulando ingenti perdite. Il gambling diventa più urgente e solitario, mente per coprire le perdite. In questa fase possono diventare più evidenti eventuali comorbilità che alterano la sfera affettiva.
  3. Fase di disperazione: è svanito l’ultimo aiuto finanziario e il quadro del giocatore è composto da irritabilità, sbalzi d’umore, isolamento, fantasie di fuga, e pensieri o tentativi di suicidio. Il giocatore è a rischio di arresto e di processo, è incessante la ricerca di aiuti finanziari. Questa è la fase in cui di solito ci si rivolge ai GA.
  4. Fase di resa: giocano con trascuratezza senza l’idea di dover rivincere tutto, il loro unico obbiettivo è stare in azione. Sono comuni condizioni di comorbilità psichiatrica quali: depressione, depressione bipolare, tentativi di suicidio, e abuso di sostanze. In tutte le fasi del gambling sono frequenti condizioni fisiche tipiche dello stress: ipertensione, problemi gastrointestinali, sintomi respiratori.

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