Psicopatologia e Gioco d’Azzardo: Uno Studio Preliminare

Introduzione: il gioco d’azzardo, oltre che essere un evento di elevate proporzioni economiche, esprime anche l’attrazione esercitata sull’uomo dalla casualità e dal rischio. Il legame psicologico che si crea tra gioco patologico e persona, compromette enormemente i rapporti sociali e familiari determinando problematiche e conflittualità che si ripercuotono sull’integrità psicofisica dell’individuo.
Materiale e metodo: Lo scopo dello studio è stato quello di valutare le differenze psicologiche esistenti tra un campione di giocatori patologici, diagnosticati secondo i criteri del DSM IV ed utilizzando il SOGS, ed un gruppo di soggetti normali di controllo, bilanciati per variabili sociodemografiche. Ad entrambi i gruppi sono stati somministrati i seguenti test:

  • SOGS: permette di porre una diagnosi di Disturbo di Gioco d’azzardo patologico;
  • TPQ (Tridimensional Personality Questionnaire): secondo il modello neurobiologico di Cloninger esistono 3 dimensioni: ricerca di novità, evitamento del danno, dipendenza dalla ricompensa e questo test le va ad indagare;
  • SQ (Sympton Questionnaire): va a misurare il distress, composto dalle sottoscale seguenti: ansia, depressione, sintomi somatici e ostilità;
  • EIS (Emotional Inhibition Scale): misura inibizione verbale, timidezza, autocontrollo, mascheramento delle emozioni;
  • ASI (Anxiety Sensitivity Index): misura la paura dei sintomi ansiosi, quindi l’alta sensibilità all’ansia.

Il lavoro sperimentale è stato suddiviso in due parti: la prima, è stata dedicata alla verifica della validità del SOGS; la seconda, dedicata alla somministrazione dei 4 questionari di autovalutazione, sia ad un gruppo sperimentale che a un gruppo di controllo.

Risultati: i giocatori d’azzardo sono risultati essere significativamente più ansiosi, depressi, ostili, con maggiori sintomi somatici, evidenziando inoltre una maggiore sensibilità ansiosa, inibizione verbale e mascheramento delle emozioni, con tratti caratteriali di impulsività, praticità e distacco.

Conclusioni: il SOGS si è mostrato uno strumento valido, ad elevata specificità e sensibilità, nel discriminare i giocatori patologici rispetto ad una popolazione di non giocatori; in un interessante ed ulteriore studio si potrebbe indagare se lo strumento sia in grado di discriminare tra giocatori patologici e non. Per quanto riguarda la personalità dei GAP, la maggiore sensibilità ai sintomi ansiosi ed il maggiore distress, unitamente al maggiore distacco sociale, potrebbero essere i fattori predisponenti sia allo sviluppo di gravi disturbi ansiosi e depressivi, abuso di droghe e tentativi di suicidio, rischi già posti in evidenza da numerosi studi.

Cloninger nella descrizione delle 2 dimensioni di personalità elevata ricerca di novità e bassa dipendenza dalla ricompensa, ascrive tratti di impulsività, curiosità, incostanza, ricerca del pericolo, aggressività, competitività, iperattività, impazienza, estroversione e spensieratezza, inquadrabile nel cluster antisociale, istrionico, passivo-aggressivo, ossessivo e schizoide.

I disturbi di personalità, non sono stati presi in considerazione in questo studio ma confermerebbero sia i dati ottenuti dalla ricerca che quelli della letteratura scientifica; rappresentano anche un ulteriore fattore di rischio.

Questa ricerca ha permesso di identificare uno strumento affidabile quale il SOGS, per l’identificazione dei soggetti con diagnosi di gioco d’azzardo patologico e di inquadrare le caratteristiche psicopatologiche (elevato distress, sensibilità ansiosa, inibizione emotiva, ostilità, impulsività e distacco affettivo) e gli strumenti utili all’identificazione dei soggetti a rischio predisposti a sviluppare il disturbo.


Punti da affrontare

  • Rapporti familiari
  • Autostima
  • pianificazione obbiettivi
  • maggior introspezione
  • nuovo stile di vita
  • astinenza totale
  • minimizzazione/negazione
  • aumento motivazione
  • contratto terapeutico
  • ricovero
  • programmma terapeutico (colloqui individuali, gruppi psicoterapeutici e psicoeducazionali, terapia psicofarmacologica, gruppi familiari)
  • pianificazione rientro debiti (assistenza legale)
  • riconoscimento della malattia da parte della famiglia
  • gestione soldi con tutor
  • qualità rapporti familiari

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