Tossicodipendenza e Gioco d’Azzardo

Sert di Gallarate (VA). Le autrici hanno indagato la prevalenza del gioco d’azzardo attraverso la somministrazione del SOGS ad un campione di 40 politossicodipendenti in trattamento presso il Sert. Di questi:

  • 32,5% giocatore problematico (patologico)
  • 5% giocatore eccessivo (con qualche problema)
  • 62,5% giocatore sociale (senza problemi)

I giocatori d’azzardo problematici hanno evidenziato i seguenti indici:

  • Perdita di controllo:

    Giocare più del previsto

    Inseguire le vincite

    Desiderare di smettere ma pensare di non riuscire

  • Area emotiva:

    Percepire il gioco come problema

    Provare sensi di colpa

  • Area Familiare/Sociale

    Discutere in famiglia a causa del gioco

    Ricevere critiche

    Mentire

    Nascondere prove di gioco

  • Area lavorativa

    Fare assenze/ritardi al lavoro

  • Area legale e finanziaria

    Non restituire prestiti

Le implicazioni della ricerca vengono discusse alla luce di una ipotesi di struttura di personalità dipendente, dove sostanze stupefacenti e gioco d’azzardo ricoprono il ruolo di equivalenti funzionali o sintomi sostitutivi l’uno dell’altro.

E’ possibile includere il gioco d’azzardo patologico nella categoria delle dipendenze anche in assenza di uso di sostanze psicoattive; esso presenta i seguenti fenomeni: tolleranza, dipendenza, craving, astinenza, perdita di controllo, impatto sulla vita personale, familiare, sociale, finanziaria e legale del soggetto coinvolto.

Sia il tossicodipendente sia il giocatore d’azzardo ricercano un tramite per accrescere la propria autostima, specialmente nelle situazione sociali.

>Possiamo notare anche una curiosa distinzione tra giocatore d’azione e giocatore di fuga, il primo ricerca attraverso il gioco una forte attivazione, il secondo sfugge ad un quotidiano mortificante, proprio come il cocainomane e l’eroinomane.