CyberPorn Addiction

Le fantasie del Cyber-Porn addict invece, oltre a non essere condivise da altri, non sono neanche individuali (come nella masturbazione “reale”), perché la mente non è più libera di immaginare, è “passiva” in quanto la pornografia si appropria della fantasia di queste persone, stereotipandole alle sue immagini.

Dai nostri lavori emerge un quadro definito del CyberPorn Addiction, caratterizzato dai seguenti segni clinici:

  • Trascorrere molto tempo in Rete alla ricerca di materiale pornografico;
  • aspettative di eccitazione o gratificazione sessuale legate alle connessioni successive;
  • nascondere agli altri la fruizione in Rete di materiale pornografico;
  • vergogna e senso di colpa per il proprio comportamento in Rete;
  • ricerca attiva  di materiale pornografico;
  • masturbazione compulsiva prolungata e controllata, con lo scopo di enfatizzare l’emozione della visione pornografica;
  • eiaculazione finale (uomini) / orgasmo (donne) liberatoria, quale, spesso, unica possibilità per riuscire ad interrompere la fruizione pornografica;
  • calo del desiderio sessuale verso la propria partner/il proprio partner;
  • possibilità di masturbazione solo attraverso la visione di materiale pornografico;
  • condizionamento a vivere la propria vita sessuale solo in  termini “fisici”, l’aspetto affettivo tende a scomparire;
  • ripetuti tentativi fallimentari di controllare, limitare o  sospendere la fruizione pornografica;
  • perpetuare la fruizione di materiale pornografico in Rete, nonostante evidenti conseguenze a livello familiare, sociale, lavorativo ed economico, da essa derivate o accentuate.

Probabilmente, come per tutte le cose, prima di esprimere giudizi allarmistici e demonizzanti, come spesso avviene nei riguardi del sesso e della Rete, bisognerebbe soffermarsi a riflettere. Così come la sessualità è un’entità che esiste a prescindere da noi e non la si può ignorare (o almeno non per sempre!), anche Internet oramai è entrato a far parte di noi! Non si può pensare di vivere senza telefono, senza energia elettrica, senza i mezzi di trasporto, e non si può pensare di rinunciare ad un mezzo come la Rete, che ogni giorno facilita la vita a milioni di persone. Quindi, è stupido da parte nostra provare a demonizzarla. Piuttosto, ci si sforza di capire i meccanismi, le potenzialità, i pericoli del mezzo, dimenticando forse, che chi ne resta vittima sono persone che vivono un forte senso di disagio e disperazione, e la nostra attenzione dovrebbe focalizzarsi principalmente su di loro. Dovrebbe essere interesse comune di chi esercita questo mestiere, interessarsi alle nuove manifestazioni psicopatologiche, mentre, in genere, questi fenomeni suscitano l’ilarità dell’ignoranza. Gli individui di cui abbiamo parlato, sono persone che vivono nella convinzione di essere degli alieni, esseri aberranti diversi ed indegni; e se mai trovano il coraggio di chiedere aiuto ad uno specialista, hanno bisogno di qualcuno che li rassicuri, che li tranquillizzi e che gli spieghi quali arcani misteri si celano dietro internet e la sessualità.

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