Osservazione e Ricerca

Il  nostro modello non descrive un cammino verso la patologia, ma osserva il percorso comune a tutti i nuovi “adepti” della Rete delineando due fasi di sviluppo comuni tra gli utenti:

1)       Fase di Osservazione e Ricerca, contraddistinta da due stadi:

  • Stadio Osservativo, in cui il soggetto, neofita della Rete, subisce il fascino dell’innovazione ed allo stesso tempo è spaventato dalle possibili insidie nascoste abilmente tra i filamenti della Rete. In questo stadio iniziale il soggetto cerca di apprendere tutte le nozioni possibili riguardo al nuovo mondo, per raggiungere uno stato di sicurezza nell’esplorarlo;
  • Stadio dell’Attivazione, una volta raggiunta una certa sicurezza nel destreggiarsi in Internet, l’utente si mette alla ricerca di nuovi servizi ed applicazioni, scoprendosi attratto da tre aree in particolare: WEB (motori di ricerca, banner etc.), STIMOLI AMBIENTALI (amici, lavoro, pubblicità etc.); MOTIVAZIONI INTRINSECHE (ricerca di informazioni in base ai propri interessi personali). Elemento cruciale di questa fase è che il soggetto non ha ancora realizzato di non essere solo in questo nuovo mondo, perché si è limitato a funzioni che prediligono il rapporto esclusivo “uomo-macchina”.

2)       Fase Relazionale-Comunicativa , in cui il soggetto scopre ed entra a far parte della “comunità virtuale”. Quindi accede ad applicazioni come i forum, chat, newsgroup, blog, dove può interagire con l’infinito popolo di Internet e da spettatore passivo diventare protagonista. E’ importante sottolineare il passaggio cruciale dal sistema “uomo-macchina” a quello “uomo-macchina-uomo”, in cui il computer non è più percepito come punto di arrivo, ma come mezzo per arrivare all’altro, mezzo che consente l’interazione mediando la comunicazione. Lavenia e Marcucci  fanno notare come in questa fase è possibile instaurare con gli altri utenti, una vera e propria “relazione di attaccamento” mediata dal pc.

Ma quali sono i rischi psicopatologici nelle diverse fasi dello sviluppo telematico? Gli autori individuano quattro categorie di elementi che potrebbero favorire lo sviluppo di disturbi legati alla Rete e sono:

  • psicopatologie preesistenti ( depressione, DOC, etc.);
  • condotte a rischio (“eccessivo consumo”, riduzione delle esperienze di vita e di relazioni “reali”, etc.);
  • eventi di vita sfavorevoli (problemi lavorativi, familiari etc. “internet come valvola di sfogo”);
  • potenzialità psicopatologiche proprie della Rete (anonimato e senso di onnipotenza che possono degenerare in: pedofilia, sesso virtuale, creazione di false identità, gioco d’azzardo, etc.).

Per quanto riguarda invece le singole fasi, nella seguente tabella sono riportate le attività svolgibili ed i relativi rischi connessi nella fase di Osservazione e ricerca.