GIOCO D’AZZARDO PATOLOGICO ONLINE

Definizione

Il gioco d’azzardo patologico è un disturbo da tempo conosciuto, catalogato nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM) e perciò considerato una vera e propria patologia psichiatrica.

Con internet il profilo del giocatore d’azzardo però assume sfaccettature diverse da quelle del giocatore tradizionale; mentre quest’ultimo infatti era facilmente individuabile, ghettizzato nei luoghi deputati al gioco, ora, con l’avvento della tecnologia, chiunque può essere un giocatore compulsivo senza che nessuno ne sia a conoscenza, basta avere un computer, o uno smartphone, un collegamento internet ed una carta di credito. Viene dunque a mancare la funzione socializzante del gioco e l’effetto inibitorio che il giudizio altrui può avere nel giocatore; l’abbattimento dei limiti spazio-temporali che Internet determina, con la conseguente possibilità di giocare in qualsiasi momento e da qualsiasi postazione, agevola il giocatore e gli rende più difficile fermarsi.

Le conseguenze del gioco compulsivo sono importanti e distruttive sia sul piano economico, il giocatore perde, infatti, ingenti somme di denaro e continua a giocare con l’illusione di potersi poi rifare con una possibile vincita, che lo spinge a superare la delusione della sconfitta, sia sul piano familiare, con un frequente logoramento dei rapporti con i propri cari, ai quali spesso si aggiungono come conseguenza vissuti depressivi.

Diagnosi

 I Criteri diagnostici secondo il Manuela Diagnostico Statistico dei Disturbi Mentali – DSM V sono caratterizzati dal persistente e ricorrente comportamento problematico di gioco d’azzardo che comporta difficoltà o disagio clinicamente significativi, come indicato da un soggetto che, nell’arco di un periodo di 12 mesi, presenta quattro o più tra i seguenti sintomi:

  1.    Ha bisogno di giocare d’azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l’eccitazione desiderata.
  2. E’ irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d’azzardo.
  3. Ha ripetutamente tentato senza successo di controllare, ridurre, o interrompere il gioco d’azzardo.
  4. E’ eccessivamente assorbito dal gioco d’azzardo (per es., ha persistenti pensieri di rievocare esperienze passate di gioco d’azzardo, di soppesare o programmare l’azzardo successivo, di pensare ai modi per procurarsi denaro con cui giocare).
  5. Spesso gioca d’azzardo quando si sente a disagio (per es., indifeso, colpevole, ansioso, depresso).
  6. Dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per rifarsi (rincorre le perdite).
  7. Mente per occultare l’entità del proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo.
  8. Ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d’azzardo.
  9. Fa affidamento su altri per reperire il denaro per alleviare una situazione finanziaria disperata causata dal gioco d’azzardo.

Incidenza

Secondo il ministero della Sanità, in Italia si riscontra una percentuale di giocatori d’azzardo problematici tra l’1,5% e il 3,8% della popolazione, cui si aggiunge un altro 2,2% di giocatori d’azzardo patologici. In Italia, secondo la Relazione Annuale al Parlamento del 2015, sono circa 12 mila le persone in trattamento per gambling, in 200 servizi territoriali Ser.D.

Secondo la ricerca condotta da IPSOS con l’Università “La Sapienza” di Roma nel 2013, circa 800 mila persone adulte tra 18-74 anni hanno avuto comportamenti di gioco problematico. Nel 2010 la stessa ricerca indicava in 450 mila i soggetti problematici