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INTERNET ADDICTION DISORDER


INTERPRETAZIONE

In base al punteggio ottenuto il soggetto può essere collocato in uno dei seguenti profili:
o Utente ''Regolare'': Il soggetto può rimanere a volte connesso più a lungo ma ha il pieno controllo della situazione;
o Utente ''A rischio'': Il soggetto sperimenta le prime esperienze in rete,non è ancora a conoscenza delle tecniche per muoversi "alla grande"nel web ma mosso dalla curiosità comincia a provare;utilizzo assiduo delle chat,il sogg. tende ad acquisire una nuova identità;
o Utente ''Abusatore'':Il soggetto presenta diversi problemi a causa di Internet .(Utilizza il web nonostante la consapevolezza di aver un problema di natura sociale, lavorativo, psichico o fisico causato o accentuato da Internet;.
o Utente ''Dipendente'': Il soggetto è completamento preso dalla rete.(Prolungamento del periodo del tempo di collegamento prefissato, grande quantità di tempo del soggetto viene spesa alla ricerca del materiale da utilizzare in rete, interruzione o riduzione di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell'utilizzo di internet;uso continuativo del net nonostante la consapevolezza di avere un problema sociale, psichica o fisica collegato ad esso; TOLLERANZA marcata: bisogna di quantità di ore notevolmente più elevate del web per sentirsi soddisfatto; sintomi astinenziali: ansia, tremori, pensieri ossessivi su ciò che sta accadendo in rete in quel momento).


RISULTATI OTTENUTI

I risultati ottenuti hanno confermato la presenza di una popolazione a rischio di abuso o realmente dipendente dalla rete; la semplice analisi dei punteggi grezzi ottenuti permette di evidenziare una percentuale di rischio piuttosto elevata insita nel continuo utilizzo del mezzo tecnologico. Un analisi più approfondita attraverso colloqui ha evidenziato in tutti i gruppi una mancata consapevolezza del fenomeno di addiction.

o Il gruppo degli utenti a rischio (20%) presentano un vissuto di curiosità nei confronti delle opportunità offerte dalla rete simile alla fase di luna di miele del soggetto che ha iniziato un rapporto stabile con l'eroina; tendono ad osservare ed apprendere come muoversi in questo nuovo mondo; in questa fase il soggetto custodisce gelosamente ogni nuova conquista iniziando a modificare la propria identità personale.

o Il gruppo degli utenti abusatori (34%) ha manifestato delle caratteristiche analoghe ai soggetti che utilizzano oppiacei da diverso tempo: gravi problemi nelle relazioni affettive, importanti problematiche lavorative legate all'utilizzo della rete, problematiche psicofisiche ( problemi visivi, alterazione del ritmo circadiano, disturbi nelle condotte alimentari, ecc).Il soggetto in questa fase chiamata della "sostituzione" è profondamente immerso nella comunità internet; grazie al web raggiunge ciò che prima non era mai riuscito a ottenere:avrà tanti amici,troverà sostegno,nuovi stimoli,fiducia,ecc. L'utente adesso ha sempre un posto dove andare,sa sempre cosa fare;tutte quelle attività che permettevano al soggetto di andare avanti nella vita ora non contano più!
o Il gruppo degli utenti dipendenti (6%) presenta aspetti psicopatologici più gravi; in particolare un soggetto ha manifestato per 48 ore stato confusionale, allucinazioni semplici visive, prosopoagnosia, ipertermie, tremori. Tali disturbi sono regrediti spontaneamente nel periodo di 48 ore.Un altro soggetto ha presentato importanti problemi nella vita relazionale: abbandono coniugale da parte del partner, seri problemi nell'ambiente lavorativo. Il soggetto aveva un assoluta mancanza di consapevolezza.Altri disturbi presenti nei soggetti dipendenti sono: prolungamento del periodo del tempo di collegamento prefissato, grande quantità di tempo del soggetto viene spesa alla ricerca del materiale da utilizzare in rete, interruzione o riduzione di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell'utilizzo di internet; uso continuativo del net nonostante la consapevolezza di avere un problema sociale, psichica o fisica collegato ad esso.

CONCLUSIONI


L'analisi dei dati sopra esposta apre il campo a numerosi interrogativi; in primo luogo nei confronti dell'utilizzo indiscriminato della Rete e dei suoi prodotti senza alcun limite temporale o di confini che ne possano limitare l'uso indiscriminato e finalistico. Il mondo virtuale viene presentato sempre come stimolante, pieno di risorse e ricco di novità e iniziative apparendo molto differente dalla realtà concreta nella quale viviamo tutti i giorni fatta di sacrifici, monotona, ripetitiva, finalizzata per la maggior parte di noi alla risoluzione dei banali problemi della vita quotidiana. La rete si inserisce in questi spazi psicologici, come le droghe si inseriscono in un mondo di disagi e/o di sofferenza psichica che costituisce il terreno predisponente, secondo il nostro punto di vista, di qualsiasi dipendenza patologica ( teniamo a sottolineare il termine di dipendenza patologica per differenziarla dalla dipendenza vissuta come normale componente dei legami affettivi tra esseri umani), e in questi spazi produce un continuo processo di disconnessione del soggetto dalla realtà circostante, dalle relazioni che lo circondano o meglio dal mondo di solitudine di cui è circondato, senza però offrire niente che possa soddisfare il mondo emotivo del soggetto che rimane costantemente in preda a vissuti di disagio e solitudine che prova nella vita quotidiana. Ma può una macchina, per quanto sofisticata e perfetta, offrire dei sentimenti? Sicuramente no, sentiamo però sempre più spesso di utenti che hanno pagato bollette salatissime per aver parlato per 5 minuti con una ragazza d'oltreoceano, o aver ingenuamente risposto ad un messaggio S M S d i una persona che non si conosce ma con cui si è chiacchierato in chat , o ancor più spesso sentiamo soggetti che si dichiarano amore eterno in rete, magari con un bel matrimonio virtuale (parecchi siti offrono questo tipo di servizio). Ritornando al campo dei quesiti sollevati dalla nostra, come dalle altre recenti ricerche in questo settore, si pone il quesito più strettamente nosografico e clinico se esista una possibile psicopatologia di base, una sorta di predisposizione che risulti favorente nello sviluppo della patologia. Dai nostri studi è emerso un tratto di personalità strutturante i soggetti valutati come dipendenti nel test: il tratto schizoide.Questo tratto di personalità è caratterizzato dalla difficoltà di formare relazioni sociali stabili; tendono ad essere individui "solitari" con poca inclinazione ad integrarsi in gruppi e appaiono distanti. I loro interessi e passatempi di solito aumentano il loro stato di isolamento dalle altre persone in quanto sono più interessati nelle cose, negli oggetti e nelle macchine. Ma è possibile che questi soggetti si trincerano dietro lo schermo del pc perché si sentono più protetti e in tal modo possono tener sempre sotto controllo la relazione? Internet può essere davvero essere visto come un "meccanismo di difesa" che il soggetto utilizza per finalmente riuscire liberamente a comunicare? E se tutto questo fosse vero la dipendenza potrebbe essere vista come una sorta di reattività alla situazione schizoidea? Naturalmente il nostro lavoro non pretende né di dare risposte certe né di essere esaustivo ma speriamo comunque d'aver stimolato il lettore ad approfondire e meglio comprendere tale nuovo fenomeno essendo fortemente convinti che solo con la continua ricerca e maggiore informazioni si potranno comprendere al meglio le dinamiche dell'uomo "digitale".

 

Prof. Moreno Marcucci
Dott. Giuseppe Lavenia


[1] Kymberly Young, docente di Psicologia presso l'Università di Pittsburgh (USA), scrittrice del testo "Presi nella Rete" e fondatrice di COLA (Centro per la Dipendenza On-line)
2 Introduzione alla psicopatologia descrittiva, Andrew Sims)
 

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