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REALTA'
VIRTUALI E IDENTITA' SOGGETTIVA:
FRA NUOVI MONDI
E PSICOPATOLOGIA DEL SE
Studio
clinico e approcci terapeutici |
Esperienze
Cliniche
M.,
22 anni, universitario, domiciliato a Latina, nel test (che tratteremo in
seguito) ha ottenuto un punteggio di 122/125; dall'anamnesi non sono emersi
problemi psicopatologici rilevanti; M. più passava il tempo più aumentava
progressivamente le ore passate on-line; diceva di essere ossessionato dai
download; per accelerare tale processo, era dovuto ricorrere ad un cambio di
abbonamento, passando da una normale linea 56K, ad una velocissima ADSL; tale
passaggio comportava dei costi abbastanza proibitivi, che era riuscito a
sostenere evitando l'acquisto di libri di testo, fondamentali per proseguire nei
suoi studi accademici;causa scatenante i suoi disturbi probabilmente è stata
l'annunciata chiusura del suo programma preferito per lo scambio di file
multimediali: Napster. Marco è rimasto 36 ore senza mai "staccare", per cercare
di sfruttare al meglio il tempo rimasto fino alla chiusura del famigerato sito.
Superate le 36 ore, si sono verificati nel soggetto in questione, tremori,
sudorazione profusa, tachicardia, prosopoagnosia.
Tali disturbi sono regrediti spontaneamente in un
periodo di 48 ore.
Oltre a questa sintomatologia eclatante,
Marco riferiva alcuni deficit relazionali che erano sempre facilmente
riconducibili all'uso del computer (era stato lasciato dalla ragazza, si sentiva
ignorato da gran parte dei suoi amici e non comprendeva il perché).
G. ha attualmente 23 anni, da sei ha abbandonato
gli studi in conseguenza di un episodio psicotico che lo ha costretto ad un
ricovero obbligatorio durato più di due settimane in rapporto ad alterazioni del
corso del pensiero a carattere delirante e grave alterazione del proprio vissuto
corporeo: sente di essere diventato fisicamente come sua madre alla quale ha
sempre assomigliato di carattere.
Dopo il ricovero M. viene da me seguito con
terapia farmacologica nl e colloqui di psicoterapia individuale associati a
incontri di psicoterapia famigliare.
Segue un nuovo peggioramento della sintomatologia
clinica che lo porta a rimanere sempre più chiuso in casa; isolato anche dagli
ultimi amici, inizia a collegarsi ad Internet.
M. inizia a modificare tutti i suoi orari di
vita, rimane alzato tutta la notte per rimanere connesso e va a dormire alle 6/7
del mattino quando gli altri famigliari si alzano.
Psicotecnologie Deliranti
M.
Rossi Monti nel suo saggio "Tecnologia del delirio"ci
fa notare come sia cosa nota in psicopatologia la presenza di macchine e di
automatismi meccanici influenzanti il corso del pensiero. Da sempre esiste un
sottile collegamento fra il pensiero dell' uomo e la macchina e continuamente
attraverso lo strumento-macchina l'uomo cerca di controllare e ordinare la
natura.
Si può ipotizzare che più elevata sarà
l'insicurezza del soggetto maggiormente aumenterà la necessità di controllare i
propri pensieri e quindi più grande sarà la necessità di trovare nel mondo
esterno degli elementi e dei comportamenti che possano permettere il
contenimento dei sentimenti angoscianti impedendo lo scinvolamento verso l'
angoscia psicotica di frammentazione.
Ecco forse spiegato il boom delle nuove
tecnologie comunicative (sms e chat fra tutti) che permettono il "facile e
indolore" ingresso in altri mondi all'interno dei quali non c' è bisogno di
definirsi o di strutturare relazioni stabili come nel mondo reale.
All'apertura di "nuove terre" corrisponde però la
chiusura in un mondo personale alienato, nel quale le relazioni affettive e la
realizzazione personale diventano sempre più periferiche (fenomeno questo comune
nei soggetti dipendenti da sostanze).
Stiamo cercando di orientare la vostra attenzione
non solo sulla psicopatologia prodotta dalla rete ma sui comportamenti che sono
alla base di tutte le nuove forme di dipendenza. Quale relazione esiste fra i
nostri atteggiamenti quotidiani, mossi dall'iniziativa individuale e la
realizzazione personale e il rischio di sviluppare processi di dipendenza da
quegli stessi comportamenti? Esiste una correlazione fra la continua ricerca
della realizzazione personale attraverso il benessere economico e il notevole
aumento di disturbi psicopatologici che analizziamo quotidianamente?. Basti
pensare ai disturbi dell' umore che sono diventati una presenza costante per
buona parte della popolazione che oramai non ci si meraviglia neanche più di
essere depressi. Il sociologo francese Ehrenberg in " La fatica di essere se
stessi" diceva "la depressione nell'età moderna minaccia l'individuo come il
senso di colpa insidia l'uomo lacero dal conflitto o, ancora prima, il peccato
incalza l'anima rivolta a Dio.
La depressione può essere vista quindi come la
mancanza di un oggetto perduto ma che nella nostra società non è mai possibile
raggiungere e conoscere in quanto non si sa mai quando si è realizzato qualcosa
di importante o quando ci si può sentire contenti di ciò che si è prodotto. Se
la depressione è legata al desiderio e alla ricerca di un oggetto perduto e non
ritrovato la dipendenza ne è la sua controparte. In essa il soggetto cerca di
rimanere strettamente legato a ciò che percepisce come fondamentale per la sua
vita: " La dipendenza stà alla liberazione psichica come la follia stava un
tempo alla legge della ragione: un sé che non è mai abbastanza sé stesso."
Quindi se l'aspirazione ad essere sé stessi conduce alla depressione, la
depressione conduce alla dipendenza , quale nostalgia dell' oggetto perduto.
Crediamo che tutti queste ipotesi, in parte
descritte, siano fondamentali nell' approccio ai disturbi della dipendenza da
Internet e forniscono maggior importanza al contesto nello sviluppo della
psicopatologia.
APPROCCIO PSICOTERAPEUTICO NELLA
DIPENDENZA DA INTERNET
L'approccio
da noi utilizzato prende origine da una visione teorica legata al costruttivismo
sistemico; la sintomatologia del soggetto si definisce in rapporto ai fenomeni
intrapsichici definiti nel contesto in cui si producono.
Internet rappresenta uno strumento che conduce il
soggetto in un mondo virtuale nel quale i contatti con la realtà diventano
sempre più evanescenti e periferici. La nostra identità si sviluppa su un piano
fenomenologico nell'interazione sociale in cui siamo protagonisti strutturando
costantemente il nostro sé. Trasportati nel mondo virtuale il nostro sé deve
mantenere la sua coesione integrando nel contempo le informazioni che provengono
dalla Rete. A questo proposito ci è apparso opportuno e attinente richiamare il
pensiero di G. Bateson in cui si ipotizza che l'alcolista è sano nelle fasi
"bagnate"; difatti nelle fasi asciutte è così pieno di problematiche ed
incapace di riuscire ad affrontarle che costantemente evade dal proprio mondo
utilizzando la sostanza. L'utilizzo della sostanza serve sia a contenere i gravi
stati d'ansia prodotti dalla vita quotidiana sia come risposta inadeguata ad un
mondo vissuto come "aggressivo" e "indifferente alle loro problematiche.
Riadattando l'ipotesi batesoniana al nostro lavoro sarebbe opportuno chiedersi
se l'utilizzo sempre più sfrenato della Rete non abbia una qualche "connessione"
con i modelli di vita sviluppati nei paesi occidentali.
Metodologia d'intervento
Il nostro intervento parte da una valutazione
clinica del livello di coinvolgimento raggiunto con la rete (tramite l'ausilio
dell'ITT), da una attenta analisi della qualità della vita affettiva del
soggetto e dalla sua integrazione sociale precedente lo sviluppo del quadro
psicopatologico.
Alcuni casi della nostra esperienza hanno
evidenziato come l'aumento del tempo trascorso in rete sia aumentato in maniera
eccessiva tale da produrre un danno nella qualità di vita del soggetto in
rapporto ad un precedente evento traumatico che l'individuo ha vissuto e che
non è stato in grado di "rielaborare" per la sua importanza.
L' intervento psicoterapeutico è strutturato su
degli incontri individuali orientati all'analisi relazionale-sistemica della
propria vita associati ad incontri di psicoterapia famigliare o di coppia a
seconda delle situazioni. L'obbiettivo degli incontri individuali è
primariamente orientato a far conoscer al soggetto i propri meccanismi di
funzionamento mentale in relazione alle modalità di legame affettivo vissute
durante l'infanzia e attualmente riprodotte nelle relazioni. In alcuni casi è
stato somministriamo l'Adult Attachment Interview al fine di riuscire ad
accedere ai ricordi più lontani del soggetto. L' utilizzo della A.A.I. è
risultato un ottimo strumento per aiutare i soggetti ad accedere a ricordi
passati e alle esperienze emotive ad essi collegati, fornendoci inoltre utili
informazioni sullo stile di attaccamento dell' individuo.
Anche se, uno studio dettagliato sugli stili di
attaccamento che caratterizzano i soggetti dipendenti dalla rete non è stato
ancora svolto dalle nostre esperienze cliniche è emersa una prevalenza di stili
evitanti che tendono a soffrire molto nelle relazioni interpersonali e che
preferiscono mediare le relazioni esterne attraverso attività pratiche o
strumenti che gli permettono di sentirsi protetti.
Questa ipotesi è in accordo con la possibile
presenza di tratti schizoidi come struttura di personalità predisponente la IAD
vera e propria.
Il secondo passo, o meglio il secondo obbiettivo
del nostro intervento terapeutico è cercare di giungere prima possibile al
coinvolgimento di altri famigliari significativi attraverso i quali il soggetto
elaborerà le problematiche irrisolte. Purtroppo, coinvolgere altre figure
significative non sempre risulta cosa facile; il dipendente da internet è
piuttosto reticente nel chiedere aiuto per le proprie difficoltà poiché
difficilmente vive come problematici i propri comportamenti (o meglio,
difficilmente riuscirà ad ammettere che un mezzo tecnologico che tutti ammirano
per le grandi potenzialità possa far male!). Per di più l'utilizzo della rete
"chiude" maggiormente il soggetto in un mondo personale nel quale la presenza
dell'altro come "persona completa" è sempre più periferica.
IL CASO DI D.
D. si presenta in consultazione a 23 anni
,evidenzia aspetti depressivi legati a suo dire ad un precedente contatto con
una ragazza conosciuta in chat con la quale si è poi incontrato ed ha avuto un
rapporto sessuale.
Successivamente D. ha cercato di ricontattare la
giovane senza però riuscirci. D. è figlio unico, universitario ma con scarsi
risultati.
Nei colloqui successivi D. inizia a raccontare
la precedente relazione sentimentale con una ragazza con la quale sperava di
poter andare a convivere.
Il rapporto successivamente si è interrotto e D.
ha iniziato a trascorrere sempre più tempo in chat cercando chiaramente di
trovare una figura femminile sostitutiva.
Si può ben osservare la presenza di un trauma
affettivo che ha compromesso i progetti di svincolo di D. dalla famiglia di
origine (tossicodipendenza di tipo A di Cancrini).
Elaborando con D. la depressione attribuita alla
relazione in chat riusciamo a dare la giusta importanza al precedente trauma
affettivo e ad interpretare, sia pur con molte difficoltà, come la fugace
storia sessuale abbia rappresentato il parafulmine di un problema non
elaborato.
Durante i colloqui emerge una difficile
situazione relazionale con i genitori; la famiglia è costituita dal padre, la
madre e il nonno materno che abita nella loro casa.
La nonna paterna abita nell'appartamento di
fronte ed entrambi i genitori sono figli unici come lui. Convocati a colloquio
entrambi i genitori risultano" ipercoinvolti" con i propri genitori d'origine, i
nonni di D., ed entrambi hanno rinunciato al proprio processo di svincolo per
rimanere legati alle rispettive figure genitoriali.
Madre e padre sono "terrorizzati" dall'idea che
D. possa allontanarsi da casa; D., ha un buon rapporto con entrambi i nonni e
nei periodi di assenza dei genitori si prende cura di loro.
Dopo alcuni incontri con i genitori alternati a
degli incontri individuali D. inizia a comprendere le difficoltà di svincolo
dalla famiglia di origine e l'impossibilità di essere aiutato dai propri
genitori che non hanno mai elaborato la loro autonomia.
Alcuni mesi dopo D. ha ripreso la frequenza
universitaria in una città diversa dalla residenza della famiglia di origine ed
ha iniziato ad elaborare in maniera diversa le relazioni con le figure
femminile. Durante l'estate ha cominciato un'attività lavorativa saltuaria ed ha
ripreso l'attività sportiva; l'utilizzo della rete è divenuto periferico e
oramai trascorrono giorni senza che D. accenda il computer.
LA RICERCA EPIDEMIOLOGICA
Abbiamo ritenuto opportuno, come primo passo per la buona
riuscita dello studio, realizzare un test, l'Internet Trap Test (I.T.T.),
che ci permettesse di verificare il grado d'intossicazione raggiunto dai
soggetti nei confronti della nuova tecnologia Internet.
Nella costruzione degli item del test e del "colloquio
pilota"sono state considerate tre dimensioni teoriche ed alcuni elementi
specifici per ognuna di esse:
-
Dipendenza: tolleranza, abuso, astinenza, impatto sulla vita reale
(relazioni, salute, lavoro, abitudini).
-
Tratto
impulsivo: abbiamo preferito indagare questo punto poiché, dai numerosi colloqui
effettuati, è emerso che il net-dipendente, e in generale buona parte degli
utenti da noi valutati, tendono a scaricare su internet malumori, frustrazioni
e depressioni. L'azione impulsiva appare loro gratificante ma malauguratamente
tale appagamento è patologicamente distorto poiché denuncia l'incapacità del
soggetto a sopportare tensioni e frustrazioni.
-
Tratto
schizoide: interessi e passatempi, qualità
delle relazioni personali, espressività, emotività, rapporto con il sesso.
Grande importanza è stata data alla valutazione dei loro divertimenti che di
solito tendono ad aumentare lo stato di isolamento dalle altre persone. I
soggetti con questo tratto mostrano, infatti, un particolare interessate alle
cose, agli oggetti e alle macchine.
Ne sono derivate tre scale, la prima consente al terapeuta
di evidenziare il grado di dipendenza raggiunto, mentre le restanti due
evidenziano la possibile predisposizione psicologica che è alla base della
net-dipendenza.
1.
SCALA della DIPENDENZA (SD): evidenzia i sintomi ed i comportamenti della
dipendenza, tra cui tolleranza (aumento progressivo del tempo di connessione),
astinenza, ipercoinvolgimento, impatto sulla vita reale.
2.
SCALA dell'IMPULSIVITA'(SI): rileva frustrazioni, aggressività, rimorsi e
pentimenti, relazioni sociali.
3.
SCALA SCHIZOIDE (SH):
. mette in
evidenza la difficoltà da parte dei soggetti di formare relazioni sociali
stabili, la loro tendenza ad essere individui "solitari" e la loro inclinazione
ad integrarsi in gruppi.
Il passaggio successivo è stato caratterizzato dalla
costruzione di un "colloquio pilota" costruito sulla base delle nostre
dimensioni teoriche. Il colloquio ci permette di ottenere informazioni
dettagliate in merito alle caratteristiche socio-culturali, alla personalità,
alla presenza attuale o passata di patologie medico-psichiatriche nel soggetto.
Tramite il colloquio si indagano accuratamente le risposte relative alla SI e
alla SH cercando un confronto tra il responso fornitoci dal test e le risposte
ottenute durante l'incontro.
Adottando tale metodologia sono stati valutati
500 soggetti italiani, 350 uomini e 150 donne, d'età compresa tra i 18 e i 45
anni sparsi in tutto il territorio nazionale e reperiti grazie alla
collaborazione d'Internet Point e Biblioteche Multimediali. L'analisi
qualitativa dei risultati grezzi evidenzia differenze significative nei processi
psicologici messi in atto dai tre gruppi problematici:
. Il gruppo degli utenti a rischio (22%) presenta un
vissuto di curiosità nei confronti delle opportunità offerte dalla rete. Questo
stadio, simile alla fase di luna di miele dell'eroinomane, porta a vedere solo
gli aspetti positivi del mezzo tecnologico incoraggiandone l'utilizzo. Tendono
ad osservare ed apprendere come muoversi in questo nuovo mondo, custodiscono
gelosamente ogni nuova conquista e si costruiscono una nuova identità. I
soggetti appartenenti a questo gruppo evidenziano
gravi sentimenti di frustrazione e inutilità in ambito lavorativo e/o familiare
tendendo ad utilizzare il mezzo internet per "scaricare" la propria
insoddisfazione. La "scarica" nella maggior parte dei casi la si ottiene
sottoforma di appagamento a carattere sessuale. L'utente in questa fase
sostituisce il mondo reale con un oggetto artificioso, quasi una sorta di
"feticismo tecnologico", con il quale riesce a costruire un proprio mondo dove
finalmente è accettato e compreso. Gli "utenti a rischio" presentano un
punteggio elevato nella valutazione del tratto
impulsivo
mentre è "contenuto" il tratto schizoide.
. Il gruppo degli utenti abusatori (29%) manifesta delle
caratteristiche analoghe ai soggetti assidui utilizzatori di oppiacei: gravi
problemi nelle relazioni affettive, importanti problematiche lavorative legate
all'utilizzo della rete, problematiche psicofisiche ( problemi visivi,
alterazione del ritmo circadiano, disturbi nelle condotte alimentari, ecc).
Il tratto schizoide in questo gruppo raggiunge il livello
massimo conseguibile attraverso l'internet Trap Test. Questa peculiarità nell'abusatore
"amplifica" il senso d'isolamento nella vita reale ma permette ai soggetti,
"trincerandosi" dietro lo schermo del computer, di controllare nel "loro nuovo
mondo virtuale" le relazioni sociali che tanto gli preoccupavano in passato. Una
sorta di meccanismo di difesa che, come spesso accade, porta ad un
peggioramento e ad una cronicizzazione dei sintomi trascinando in breve tempo
questi soggetti a far parte della categoria "addicted".Per
cercare di comprendere meglio le motivazioni del net-abusatore, abbiamo
riadattato e traslato nella nostra ricerca il concetto di automedicazione del
prof. Cancrini. Secondo l'illustre studioso le risposte che il dipendente
riceve dal proprio ambiente sono vissute come insufficienti e, proprio per
questo motivo, il soggetto cerca di curare se stesso ricorrendo alla droga. I
risultai ottenuti e le numerose esperienze cliniche sembrano concordare con
l'ipotesi di Cancrini. Potremmo, dunque, affermare che la dipendenza da Internet
ha come scopo latente quello di automedicare un vissuto di relazioni sociali
viste come insufficienti e o inadatte? Risposte definitive non se ne possono
certamente dare ma è senza dubbio una
peculiarità della Rete quella di possedere caratteristiche allettanti in
particolare per quei soggetti con bassa autostima o con difficoltà relazionali:
la dimensione dell'anonimato, che favorisce la disinibizione, la possibilità di
trovare supporto sociale on-line e di creare identità parallele a quella reale,
possono facilmente rappresentare fattori di rischio per lo sviluppo di una vera
e propria dipendenza dalla rete.
. Il gruppo degli utenti dipendenti (11%) presenta aspetti
psicopatologici più gravi; in alcuni casi disturbi dissociativi, allucinazioni
semplici visive, prosopoagnosia, ipertermie, tremori. Elemento caratterizzante
il dipendente è la presenza di precedente diagnosi psichiatrica caratterizzata
spesso da disturbi della sfera sessuale e dell'umore. I soggetti valutati come
dipendenti tendono a prolungare i tempi di collegamento prefissati, spendono
grandi quantità di tempo nella ricerca del materiale da utilizzare in rete,
utilizzano incessantemente la rete per ottenere appagamento sessuale,
interrompono o riducono importanti attività sociali, lavorative o ricreative a
causa dell'utilizzo d'internet; utilizzano in maniera continua il "net"
nonostante la consapevolezza di avere un problema sociale, psichico o fisica
collegato ad esso. Presentano inoltre tratti schizoidi che, a nostro avviso,
"amplificano" e "cronicizzano" il senso d'isolamento che pervade i soggetti
"addicted" nella vita di tutti i giorni.
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Università degli Studi di
Urbino
Corso di laurea in
Psicologia
Cattedra di Psicologia
delle Dipendenze Patologiche
Prof.
Moreno Marcucci
Dott.
Giuseppe Lavenia
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Internet Addiction
Disorder: valutazione del fenomeno in Italia,
M. Marucci G. Lavenia, pubblicato su
PSICOINFORMA.NET Rivista telematica semestrale
di PSICOLOGIA e PSICOTERAPIA, Editore
CENTRO ITALIANO SVILUPPO
PSICOLOGIA
numero I
(2° semestre 2003).
Tratto: caratteristica stabile e duratura che rende diverso ogni individuo da
tutti gli altri.
Si ricorda che si fa sempre riferimento al colloquio pilota effettuato dopo la
valutazione dei risultati del test.
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