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DISTURBI GRAVI DELL'INTESTINO:
MORBO DI CROHN E COLITE
ULCEROSA
ASPETTI PSICOPATOLOGICI |
Progetto a cura del CENTRO
STUDI DI PSICHIATRIA E PSICOTERAPIA "Nostos" e Dipendenze.com
INTRODUZIONE
La
ricerca sui disturbi gastrointestinali, negli ultimi anni, è cresciuta in modo
esponenziale, ponendo maggiore attenzione ad un approccio psicosomatico alla
malattia. Anche se le modalità d'interazione tra fattori fisici e psicosociali
non è ancora stato chiarito, sono stati individuati, da numerose ricerche
effettuate nel campo della medicina psicosomatica, diversi fattori di base già
presenti prima dell'insorgenza della patologia fisica come lo stress
psicosociale, i disturbi psichiatrici, ansia e depressione, il comportamento di
malattia, i tratti di personalità, traumi irrisolti, una storia d'abuso fisico e
sessuale nell'infanzia e nell'adolescenza (D. Badiali, E. Corazzieri -
Dipartimento di Scienze Cliniche " La Sindrome dell'intestino irritabile
inquadramento clinico-diagnostico e terapia medica", Università "La Sapienza",
Roma, ; N. Lalli, "Psicosomatica", Manuale di psichiatria e psicoterapia,
Liguori Editore, Napoli, 1991; M. Biondi e P. Pancheri, "Fattori
psichici che influenzano condizioni mediche". In: G. B. Cassano, P. Pancheri, L.
Pavan, A. Pazzagli, L. Ravizza, R. Rossi, E. Smeraldi, V. Volterra, Trattato
italiano di psichiatria, Seconda Edizione, Masson, 1999, volume secondo,
pag. 2231-2256). Non tralasciando
naturalmente i fattori organici, è innegabile ormai il ruolo decisivo che il
terreno psichico assume nel determinare o favorire l'instaurarsi di precise
sofferenze gastroenteriche. Le condizioni
psicologiche, quindi, sono sempre presenti e influiscono anche sulle malattie
organiche. Le nuove idee che circolano nel campo della salute mentale,
sostenute dalla nostra stessa osservazione, ci hanno incoraggiato ad ampliare la
nostra attenzione fino a comprendere le componenti extraindividuali del processo
psicosomatico, che è sempre stato marginale nei sistemi concettuali orientati
sull'individuo. Nel nostro studio abbiamo tenuto conto della complessità del
fenomeno e della sovrapposizione degli elementi fisiologici e psicologici nella
manifestazione e nel mantenimento della malattia.
Diventa pertanto necessario affrontare la malattia
nella sua globalità, ovvero dal punto di vista fisico, mentale e sociale,
concetto previsto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità già dal 1948 ma per
lungo tempo disatteso e cercare di ribadire sempre
più l'assenza di confini tra mente e corpo.
PRESENTAZIONE CLINICA
Dalla
letteratura internazionale, l'eziopatogenesi delle malattie croniche
dell'intestino (colite ulcerosa e morbo di Crohn) ha una origine
multifattoriale; è ormai accettata l'ipotesi dell'importanza dei fattori
psicologici e/o eventi di vita come requisiti di base dello sviluppo della
malattia. Gli eventi stressanti acquistano valore nel successivo mantenimento
dei quadri clinici, internistici e chirurgici, ben noti ai medici che seguono
questi pazienti. Le recenti acquisizione sulla patogenesi immuno-mediata delle
malattie croniche dell'intestino ha sollevato problemi di psiconeuroimmunologia
(A. Perasso, A. Longo: "Colite Ulcerosa, Attualità e problematiche medico
chirurgiche", Stampa Medica, , )fondate sul presupposto che
modificazioni della risposta immunitaria possono mediare gli effetti di fattori
psicosociali e dello stress sulla suscettibilità ad alcune malattie e/o alla
loro riacutizzazione. Per cui le malattie gravi dell'intestino, limitanti e
invalidanti, possono essere considerate come entità bio-psico-sociali:
molteplici sottosistemi biologici e psicosociali vengono a loro volta
influenzati dalla malattia stessa
Numerosi sono i collegamenti tra sistema neuroendocrino e stimolazione
immunitaria; in particolare la risposta riguardante, l'immunità cellulo-mediata
o cronico-ritardata. Già negli anni 80 le ricerche di
psiconeuroendocrinoimmunologia mettevano in evidenza la reciproca interazione di
vissuti psichici, funzionamento del sistema nervoso, azione del sistema
endocrino e del sistema immunitario in una circolarità di complessi e
sofisticati meccanismi neurobiochimici di risposta allo stress, dove la malattia
psicosomatica deriva da: un effetto locale diretto, una risposta degli organi
bersaglio ai sistemi coinvolti, gli squilibri delle loro reciproche interazioni.
Attraverso questi studi si è scoperto che l'organismo ha una propria identità
esattamente sovrapponibile nel suo funzionamento all'identità psichica
dell'uomo; si basa su funzioni che ne garantiscono la sopravvivenza, come il
sistema endocrino e il sistema immunitario, dialogano tra loro esattamente nello
stesso modo in cui tra loro sono legate e comunicanti le funzioni psichiche. Si
è potuto capire, infatti, come si passi biologicamente da situazioni di
coinvolgimento esistenziale ed emotivo a risposte più profondamente radicate nel
corpo, come le malattie gravi dell'intestino, il cancro, il diabete, ecc. Questi
fattori ci hanno convinto ad approfondire le tematiche psicologiche della
personalità e dei traumi subiti in passato nel tentativo di sviluppare uno
approccio psicologico integrato con la terapia medica e /o chirurgica, che possa
aiutare il soggetto e le persone a lui legate affettivamente a diminuire lo
stato di stress e di iperattivazione simpatica legata alla stimolazione
neuroendocrina.
In
questo senso proponiamo un progetto di studio e di lavoro, all'interno di un
rapporto di collaborazione con le figure professionali che si prendono cura di
questi pazienti (gastroenterologo, chirurgo, dietologo, medico di medicina
generale), che andremo a definire in linee generali.
CAMPIONE DI STUDIO
La
ricerca sarà effettuata su un campione totale di 60 soggetti così suddivisi:
N.B.
Tutti i soggetti saranno inseriti nel campione di ricerca o nel gruppo di
controllo tramite un colloquio preliminare e solo ed esclusivamente previo
consenso.
Gruppo A: 20 soggetti con diagnosi di colite ulcerosa;
Gruppo B: 20 soggetti con diagnosi di Morbo di Crohn;
Il
Gruppo Controllo: 10 soggetti con diagnosi di colite ulcerosa e 10 soggetti con
diagnosi di Morbo di Crohn. In quest'ultimo gruppo sarà osservata solo
l'evoluzione medica della patologia .
PROGETTO DI RICERCA
Il
seguente progetto sarà contraddistinto da tre stadi:
1.
SPERIMENTALE: in questa fase grazie all'utilizzo di test psicometrici
quale l'MMPI I, PBI, VRS e TAS20, andremo a valutare il funzionamento globale
della personalità, in particolare ansia, depressione e disturbo
ossessivo-compulsivo, gli eventi stressanti presenti prima dell'insorgere della
malattia il legame affettivo con i due genitori durante i primi sedici anni di
vita e il legame affettivo dell'adulto verso il proprio partner. Prima della
somministrazione dei test sarà effettuata un colloquio psicologico della durata
di trenta minuti sulla base dell'adult attachment interview per ottenere
informazioni di tipo anamnestico. (Durata mesi 5/6)
2.
ORIENTAMENTO: sulla base dei risultati ottenuti andremo a meglio
indagare i legami affettivi individuali attraverso incontri di psicoterapia
individuale ad orientamento relazionale-sistemico ed eventuali aspetti
psicopatologici che verranno trattati a livello specialistico con adeguata
terapia farmacologica. Sarà data grande importanza all'andamento patologico
della malattia in correlazione alla suddetta fase terapeutica. Inoltre si
tenterà di tenere sotto controllo il livello d'ansia e depressione del
soggetto; comportamenti, questi, sostenuti dalla componente psicoemotiva che
determina il grado di sofferenza del paziente e induce la persistenza del
sintomo. ( A questa fase prenderanno parte il gruppo A e B)
3.
ANALISI DEI RISULTATI, VALUTAZIONE DELLA METODOLOGIA UTILIZZATA E
PROSEGUIMENTO DEL PROGRAMMA TERAPEUTICO: in questa fase ci sarà un'accurata
analisi dei risultarti ottenuti, una valutazione qualitativa e quantitativa
della metodologia adottata e si proseguirà il percorso psicoterapeutico.
Direttore Prof.
Moreno Marcucci
Collaboratori
Dott. Giuseppe Lavenia Dott.ssa Michela Boscaro
Per informazioni: info@dipendenze.com |