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Ora c’è l’app per diventare ‘genitore digitale’

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I ragazzi sono collegati per ore. Si chiudono nelle stanze per chattare o affrontare lunghe sfide ai videogiochi. Difficile fermarli, perché non sembrano voler ascoltare gli adulti. La reclusione in casa, il distanziamento fisico, la didattica a distanza, hanno fatto aumentare i distubi che erano già presenti fra i più giovani prima dell’arrivo della pandemia.

Sono di più  le ore passate davanti a cellulari e tablet ed è diminuita l’età in cui si accede alla rete. Ma viviamo in una società iperconnessa e per questo non possiamo fare a meno della tecnologia. Dobbiamo imparare a usarla nel modo giusto. Serve una consapevolezza digitale, affinché adulti e ragazzi comprendano le potenzialità e i rischi legati al web. Cosa possono fare i genitori per guidare consapevolmente i propri figli? Secondo gli esperti, è importante dare il buon esempio, ma per poterlo fare, gli stessi adulti devono avere a disposizione gli strumenti giusti.

L’app

Da un’idea sviluppata in sinergia tra l’Associazione Nazionale Di.Te., la Facoltà d’Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche (DII) e l’università di Macerata (SPOCRI), è nata l’app OkDigitale, un percorso per l’uso consapevole dei device, rivolto sia ai genitori che ai figli. L’obiettivo è acquisire informazioni, suggerimenti e idee utili a favorire un’educazione digitale per l’uso corretto dello smartphone e delle sue applicazioni.

digitale

Genitori più consapevoli

“Spesso il genitore non conosce la vita online dei propri figli e le loro abitudini, rendendo ancora più complessa la possibilità di aprire una relazione di fiducia nel rapporto genitore-figlio. È essenziale, quindi, insegnare a bambini ed adolescenti ad avere un rapporto sano con lo smartphone, parlando apertamente dei pericoli che si celano dietro un utilizzo, non corretto, dei device tecnologici – spiega il professor Giuseppe Lavenia, docente universitario, psicologo e psicoterpeuta, presidente dell’Associazione Nazionale Di.Te. (Dipendenze Tecnologiche e Cyberbullismo). – .Il pericolo non è lo strumento in sé, bensì un utilizzo non consapevole”.

Video intimi on line

Secondo gli ultimi dati del Censis, gli italiani sono consapevoli che il web nasconde pericoli da cui bisogna tutelarsi. Il 54,3% associa il maggiore utilizzo del web a rischi legati alla sicurezza informatica mentre svolge operazioni bancarie, attività lavorative, acquisti online. Il 43,1% è preoccupato del libero accesso a internet dei minori. Il 27,6% teme per la salute mentale e i rischi di dipendenza che possono determinarsi a causa della sovraesposizione al web e ai social network. Il 22,6% teme gli hater, gli odiatori di professione che, approfittando dell’anonimato, insultano le persone sui social network.

Dagli ultimi dati di uno studio dell’Associazione Nazionale Di.Te., condotta in collaborazione con il portale Skuola.net su un campione di 3.115 studenti di età compresa tra gli 11 e i 19 anni, emerge che più del 10% dei giovani  ha visto un proprio video intimo circolare in rete.

“Stiamo parlando di ragazzi, per lo più, minorenni in una fascia di età che nemmeno dovrebbe avere il cellulare. È evidente che i primi a prendere in mano questa situazione debbano essere i genitori. Proprio da loro deve partire una maggiore consapevolezza sul tema, e una educazione al digitale. La nostra app vuole  essere una guida sia per quei genitori che cercano aiuto per comprendere le dinamiche del mondo digitale dei propri figli, fornendo loro informazioni e strumenti utili per favorire un corretto uso dello smartphone, sia per i ragazzi che si affacciano al mondo online. L’app infatti, permette di ricevere una pillola quotidiana contenente suggerimenti, idee ed informazioni differenti per diventare un ‘genitore digitale'”, aggiunge Lavenia.

Consigli per guidare i ragazzi

Come funziona l’App? Permette di ricevere una pillola quotidiana contenente suggerimenti, idee ed informazioni differenti. I contenuti saranno fruibili secondo un calendario di 10 settimane, in cui le notifiche permetteranno all’utente di sapere se ci sono nuovi contenuti da visionare e test da compilare per proseguire nel percorso di certificazione. Al termine di ogni settimana si può rispondere ad un test di verifica che accerta le competenze precedentemente acquisite. Al superamento di tutti i test verrà rilasciato un attestato di “patentino digitale” insieme alla indicazioni per concordare e condividere con i figli le regole per poter consegnare il primo smartphone personale ai ragazzi.

Famiglie coinvolte

“Limitare l’uso della tecnologia sulla base di fasce di età standardizzate rischia di non essere la strada giusta – spiega il professor Emanuele Frontoni, ricercatore e Professore nel settore dell’Intelligenza Artificiale. Con questa app la predisposizione dei ragazzi a un determinato gioco o device non dipenderà più dall’età anagrafica, bensì dalla sua età digitale, cioè dalla sua predisposizione alla tecnologia. Questa app tira in ballo tutta la famiglia, dai genitori, i primi a dover essere da esempio e a guidare i figli verso la giusta consapevolezza digitale, ai ragazzi. Saranno proprio loro i protagonisti che, grazie alle loro risposte, permetteranno di creare il primo date base su scala europea legato alla consapevolezza digitale. Inoltre, i dati raccolti permetteranno anche di monitorare i reali cambiamenti nel corso degli anni a venire”.

L’App è gratuita e disponibile sia per Android che IOS. Il percorso permette di approfondire le proprie conoscenze sulle app più utilizzate. E, alla fine di ogni settimana, verranno messi a disposizione degli utenti dei test da compilare a verifica di quanto appreso, per verificare le competenze precedentemente acquisite. Al superamento di tutti i test verrà rilasciato un attestato di “genitore digitale” insieme alle indicazioni per concordare e condividere con il figlio/la figlia le regole per poter consegnare il primo smartphone personale.

Video e libri

E’ importante conoscere la rete anche per contrastare la dipendenza da web. Sono utili anche i libri, scritti da esperti, che conoscono i meccanismi alla base di questi disturbi. Nel libro: ‘Tutto troppo presto. L’educazione sessuale dei nostri figli nell’era di Internet’ (De Agostini), Alberto Pellai si occupa di nuovo di una delle sfide più spinose che i genitori e gli educatori di oggi si trovano ad affrontare: il rapporto tra sessualità e nuove tecnologie, e le competenze necessarie agli adulti per prendersi cura del benessere digitale dei ragazzi. Altro tema trattato è quello dei problemi dati dall’abuso di videogiochi, ormai diffusissimo tra i giovani.

Fra gli altri testi recenti sui rischi del web: ‘Dipendenza da internet. Stili cognitivi e nuove criticità nell’apprendimento’ di Anita Gramigna. Il libro contiene un’analisi su quanto questa rivoluzione digitale abbia portato nuove criticità nei processi di apprendimento negli ultimi anni in tutti i gradi della scuola dell’obbligo. Federico Tognoni, che da anni guida un ambulatorio all’Ospedale Gemelli di Roma, ha invece pubblicato: ‘Psicopatologia web-mediata: Dipendenza da internet e nuovi fenomeni dissociativi’ (Italian Edition), un manuale destinato agli specialisti che contiene consigli anche per le famiglie.

Il tema della sicurezza in rete e dell’alfabetizzazione è anche il filo conduttore di un video di Corecom Lazio, che spiega ai ragazzi i rischi perché aiuta a prevenire situazioni pericolose. Uno spot che insegna una regola fondamentale: evitare di dare l’amicizia in rete a persone che non si conoscono nella vita reale.

Articolo scritto da Valeria Pini

Fonte: Repubblica.it 

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