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Un 2 che rischia di uccidere

2024Comunicati Stampa

Un voto basso come arma contro l’autostima. Il commento del Prof. Giuseppe Lavenia, Psicoterapeuta, Docente Universitario e Presidente dell’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche e Cyberbullismo

Roma 19/02/2024 – La crescente crisi di fragilità tra gli adolescenti, evidenziata da dati allarmanti e comportamenti estremi, riflette un fallimento collettivo che non può più essere ignorato. Più della metà dei giovani tra i 9 e i 21 anni si trova nell’incapacità di immaginare un futuro, e tra coloro che riescono, il futuro è carico di ansia. La situazione richiede una presa di coscienza immediata e azioni concrete per invertire questa tendenza distruttiva.

Il sistema educativo si trova sotto accusa per la sua incapacità di fornire un ambiente di supporto e crescita. Il caso di un ragazzo ad Ancona, che ha ritenuto un volo di 10 metri dalla sua classe l’unica risposta a un sistema che lo ha definito “fallito” con un voto basso e una nota punitiva, è emblematico della gravità della situazione. Il Prof. Giuseppe Lavenia, Psicoterapeuta, Docente Universitario ed Esperto in dinamiche adolescenziali, esprime un giudizio impietoso sulle pratiche valutative correnti: “I voti bassi e le note punitive sono l’espressione di un sistema educativo obsoleto e disumano. Che senso ha infliggere un 2 accompagnato da una nota, se non quello di umiliare? Questi metodi non solo non contribuiscono alla crescita e al miglioramento degli studenti, ma li spingono verso un baratro di disperazione e isolamento.”

Giuseppe Lavenia Voto Basso Slide

“Infliggere punizioni sotto forma di voti bassi e note disciplinari non fa altro che amplificare il senso di inadeguatezza che molti giovani già sentono”, continua Lavenia, sottolineando l’urgenza di riforme che privilegino approcci educativi basati sulla comprensione, l’empatia e il supporto.

È tempo di riconoscere che l’educazione non può e non deve essere ridotta a una serie di numeri o giudizi. “Dobbiamo lavorare insieme per creare un ambiente in cui ogni giovane possa sentirsi valorizzato, supportato e capace di affrontare con fiducia le sfide del futuro, al di là di un voto basso. Ciò richiede un impegno congiunto da parte di insegnanti, genitori, istituzioni e professionisti della salute mentale per rivedere e ripensare le pratiche educative e valutative, con l’obiettivo di promuovere il benessere psicologico e l’autorealizzazione di ogni studente. Solo attraverso un cambiamento radicale possiamo aspirare a curare le ferite di una generazione e offrire ai nostri ragazzi le fondamenta per un futuro luminoso e ricco di possibilità,” conclude Lavenia.

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