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10 consigli ai giovani per vivere bene nel mondo digitale

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Da allora i passi in avanti fatti sono stati giganteschi e costanti. Ma, in molti casi, si è andati anche oltre. Trasformando un’opportunità in una fonte di situazioni spiacevoli. Specie per i più giovani che, inconsapevoli delle varie fasi dell’evoluzione del web che per le generazioni precedenti hanno rappresentato una sorta di “palestra” all’uso consapevole del mezzo, spesso sfruttano questa opportunità con troppa leggerezza. Gli serve una guida pratico-emotiva per non incorrere in errori potenzialmente fatali.

Il portale Skuola.net, che ha sempre un occhio attento sui ragazzi, ha perciò chiesto a un esperto – lo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Lavenia, Presidente dell’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo – di stilare un decalogo operativo per l’uso saggio dello smartphone e di Internet in generale. Cose apparentemente ovvie ma che, per un adolescente, potrebbero non esserlo. Una bussola che, inoltre, potrebbe essere utile anche ai più grandi.

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Italy Photo Press

1. Password e sblocchi 

Bisogna sempre usare le password o le procedure di sblocco per accedere ai dispositivi: il nostro smartphone contiene tante informazioni private e molti dati sensibili. E’ necessario proteggerli. Inoltre, se si hanno meno di 16 anni, sarebbe buona cosa condividere le password con i propri genitori.

2. Attenzione alle persone

Dietro ogni account ci sono altre persone: anche nelle interazioni online si devono usare educazione e buon senso. Prestando cura e attenzione quando si inviano messaggi, foto o video.

3. Fondamentale l’approccio Face-to-Face

Prima di scrivere o compiere qualche azione con lo smartphone bisogna pensare come ci si comporterebbe se, anziché dietro uno schermo, ci si trovasse faccia a faccia con l’altra persona; se si farebbe la stessa cosa.

4. Il pericolo è dietro l’angolo

La regola base è ricordarsi che non tutto il web è “buono”. Esiste, infatti, una serie di rischi che si devono conoscere per muoversi nel web con tranquillità e in sicurezza: accedere solo ai siti sicuri, verifica le informazioni sulla loro affidabilità, non postare o inviare foto personali, non inviare dati personali e recapiti a sconosciuti, non chattare con chi non si conosce personalmente.

5. Condividere con i genitori

Prima dei 13 anni, lo smartphone dovrebbe essere usato in condivisione con gli adulti di riferimento, avendo ben presente che prima di quell’età non si può accedere alla maggior parte delle piattaforme social.

6. Capire se una persona è “reale”

In Rete bisognerebbe mantenere un dialogo solamente con persone reali. In caso di dubbi, è meglio chiedere consiglio o direttamente aiuto alle persone che ci stanno attorno (genitori, insegnanti, educatori, ecc.), soprattutto quando ci si imbatte in contenuti e contatti strani o fastidiosi.

7. La sicurezza deve partire dal mondo reale

E’ pericolosissimo usare lo smartphone quando si è alla guida del proprio mezzo di trasporto (auto, bici, monopattino, ecc.). Non si deve mai fare. Ma anche quando si attraversa la strada bisognerebbe mantenere l’attenzione alta. E, ovviamente, non si devono in nessun caso accettare challenge pericolose per se stess* o per gli altri.

8. Mai di notte e durante i pasti

Buona regola è ricordarsi di lasciare da parte lo smartphone nei momenti di socialità, come i pasti in famiglia. Anche nei momenti di solitudine, però, ci si deve concedere un po’ di stacco dallo schermo, specie se si vuole riposare. Ad esempio, la sera, si dovrebbe abbandonare il telefono almeno un’ora prima di dormire.

9. La vita è soprattutto fuori da Internet

E’ fondamentale trovare spunti di svago e divertimento anche fuori dal mondo racchiuso dallo smartphone. La vita è di più: non solo schermo e touch screen ma anche corpo, movimento, emozioni, condivisioni reali, contatto fisico con gli altri. Lo smartphone è un mezzo non il tutto.

10. Migliorare se stess* per migliorare il web

Rendere i social e il web un luogo migliore dipende dal comportamento di ognuno: essere gentili e condividere contenuti “belli” e costruttivi può essere un buon inizio.

Fonte: tgcom24.mediaset.it

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