Servono regole chiare per i più piccoli. La nostra proposta è semplice: social prima dei 15 anni? Meglio di no. Un nuovo rapporto europeo spiega come i bambini dovrebbero usare gli schermi. Ecco le regole in breve.

Il rapporto europeo indica un percorso graduale, pensato per l’età del bambino. Ecco i quattro passaggi principali:
👶 Da 0 a 2 anni — quasi nessuno schermo.
🧒 Da 3 a 12 anni — solo con un adulto vicino.
📱 Sotto i 13 anni — social “adatti all’età”, con il permesso dei genitori o a scuola.
🧑 Dai 13 anni — sempre più liberi di usarli da soli.
Ma c’è un problema. Anche con un adulto accanto, un bambino entra lo stesso nei social.
Un genitore può guardare lo schermo. Non può spegnere ciò che quello schermo fa nella testa di suo figlio. Per questo servono regole chiare. Ne parliamo anche in Figli digitali: crescere tra schermi e rispetto. E serve dire con forza: niente social prima dei 15 anni.
Non si tratta solo di teoria. L’indagine “Bambini Digitali” di Di.Te. e SIPEC ha studiato 6.666 famiglie. Tra i bambini da 0 a 6 anni i dati sono forti:
61,4% usa uno schermo ogni giorno.
81% lo usa da solo.
57,7% si arrabbia quando glielo si toglie.
Di fronte a questi numeri, lasciare tutto sulle spalle dei genitori non è protezione. È arrendersi, e chiamarla prudenza.
Per questo abbiamo lanciato una petizione su Change.org. La richiesta è semplice e chiara: niente social prima dei 15 anni.
Dai 15 anni in su, i ragazzi potranno usarli. Ma solo con il Patentino Digitale.
Il Patentino è un percorso a punti, un modello che abbiamo già provato. Se sbagli, perdi punti. Se capisci, ripari e ti formi, li recuperi. Inoltre le piattaforme dovranno controllare che il ragazzo lo abbia davvero.
La petizione è promossa dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo – Di.Te. ETS.
Per guidare un’auto serve la patente. Per affidare un ragazzo agli algoritmi non può bastare un clic. Difendere il principio del “niente social prima dei 15 anni” vuol dire proteggere i più piccoli.