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Inaugurazione Sede DITE di Lecce

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Spesso lo smartphone diventa la balia, il “gioco ipnotico” che fa stare tranquilli i nostri figli, ma le insidie sono tante. Sabato sera, 16 ottobre 2021, si è tenuta l’inaugurazione del primo centro sulle Dipendenze Tecnologiche nel Salento, alla presenza delle istituzioni sanitarie e politiche, in cui è stata spiegata la mission di questo progetto, che mira a coinvolgere anche le istituzioni scolastiche del territorio.  In questa occasione si è tenuto un convegno nella sala congressi del centro Calabrese di Cavallino in cui si è discusso del rapporto, troppo spesso insano, che abbiamo instaurato con i nostri smartphone: la tecnologia è una straordinaria opportunità per migliorare la vita e il lavoro degli uomini, per annullare le distanze, ma l’abuso e l’utilizzo precoce stanno scatenando tutta una serie di patologie fisiche e psichiche. Aumentano l’isolamento, l’autolesionismo, l’incapacità di costruire relazioni tra gli adolescenti e tutta una serie di comportamenti pericolosi scatenati dall’«iperconnessione». Troppo smartphone nell’età evolutiva determina disturbi dell’attenzione, insonnia, aggressività e tanto altro. 

Il professor Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta di origini salentine, tra i massimi esperti di dipendenze tecnologiche, docente dell’Università Politecnica delle Marche e presidente dell’Associazione di.Te., molto apprezzato anche per i suoi interventi su “La Repubblica”, ha scritto un preziosissimo nuovo libro che contiene informazioni utilissime per i genitori, dal titolo “Voglio il cellulare!” (con doppia lettura: un lato per i ragazzi e l’altro per i genitori), e durante il convegno ha fornito numeri inquietanti sulla diffusione di disturbi derivanti dalla  «iperconnesione». Il professor Lavenia ha espresso entusiasmo per l’apertura nel Salento del primo centro Di.Te. in uno dei Poliambulatori più importanti e già punto di riferimento del territorio (il Centro Calabrese di Cavallino), che svolge attività clinica, insegnamento, terapia, informazione e cultura (con un’équipe di neurologi, psicologi, psichiatri, figure mediche di vario tipo e persino avvocati): «Nasco come ricercatore universitario e ho raccolto alcuni dati importanti durante la pandemia: oltre il 50% dei maturandi non riesce a immaginare o desiderare un futuro. Il desidero, che è il motore della vita di un adolescente, sta venendo meno: questo è un preoccupante fattore depressivo.

Dipendenze Tecnologiche Dite Corriere Salentino

In troppi abbandonano la vita offline e vivono in una stanza, isolati socialmente: si chiama hikikomoriEppure i minori di 13 anni, secondo le normative europee, non potrebbero utilizzare i social come fanno oggi: la maggior parte dei genitori non lo sa». Anche gli adulti devono fare un lavoro di educazione all’uso delle tecnologie, secondo il presidente Di.Te. «I monitor ipnotizzano la fonte visiva – spiega Lavenia – Alcune ricerche hanno messo in evidenza che gli schermi, anche quello passivo come la tv, possono causare a lungo andare disturbi dell’attenzione. Sarebbe meglio limitare al massimo la tecnologia fino a 5 anni. Consiglio ai genitori di non regalare lo smartphone ai propri figli prima dei 13 anni. Bisogna attendere che si raggiunga una “maturità cognitiva” prima di regalare queste tecnologie a un adolescente. I ragazzi prima diventano digitali e più tardi riescono a costruire ‘relazioni analogiche’ profonde. L’iperconnesione sta diventando un problema sempre più grave, che genera isolamento e depressione, e che riguarda tutti. Bisogna imparare a limitare il tempo che si passa connessi sul web, per i ragazzi meglio non andare oltre un’ora al giorno, ma anche per i genitori un limite di questo tipo non sarebbe male».

Tra i fenomeni negativi emergenti dal web, conosciuto perché ha interessato alcuni ragazzi salentini, c’è il “ciukinismo”, fenomeno in circolo da 5/6 anni: lo fanno ragazzini dagli 11 ai 16 anni (si cercano coetanei con le “abilità” richieste: razzisti, omofobi, ecc), subito dopo si prende di mira una ragazza e si agisce tutti insieme per massacrarla. Ci sono tanti gruppi di minorenni intitolati “voglio uccidere una donna”. È difficile uscire dall’attacco per la vittima (si tratta di cyberbullismo a 360 gradi). Un capitolo a parte è quello dei disturbi alimentari, che sono aumentati perché si cerca un’immagine perfetta: molti adolescenti non si fanno vedere fuori dal social perché non accettano le loro imperfezioni. I genitori devono imparare a capire cosa sta succedendo nella vita online dei propri figli. “Lo smartphone non crea dipendenza, ma le applicazioni che ci sono all’interno sì: agiscono sulla dopamina (il piacere del like, del gioco, del cuore), le attese generano eccitazione legata a un processo che dà vita a compulsione – spiega Lavenia – Anche chiusi in una camera i ragazzi possono andare incontro ai pericoli più grandi di quelli che i genitori temono nella vita reale».

Tra le nuove tendenze adolescenziali ci sono le challenge pericolose: abbondano sul web e tanti minori rischiano la vita. Queste sfide consistono in gesti assurdi, come leccare la tavoletta del water, che è diventato virale, fino al lanciarsi sulle macchine in movimento. Sexting (riprendere le proprie prestazioni sessuali), revenge porn, cyberbullismo, audio-messaggi compromettenti che fanno il giro del web e postare foto e video intimi riguardano sempre di più minori nel Salento. “I ragazzi si innamorano online, le prime esperienze sessuali si fanno sul web, ma anche gli adulti passano dalle 6 alle 8 ore al giorno sui social – afferma il professor Lavenia – Questo è un elemento di riflessione. Ricordatevi di chiedere ai vostri figli non solo com’è andata la giornata, ma anche com’è andata la sua giornata online».

La presenza di un centro Di.Te. è fondamentale sul territorio perché per combattere una dipendenza è necessario prima di tutto esserne consapevoli e poi rivolgersi a figure esperte e competenti.
Lavenia lavora anche per cinema e tv, diffondendo la sua lotta contro le dipendenze su tutti i media. L’associazione sarà partner scientifico di un film di prossima uscita scritto da Paolo Ruffini tra i protagonisti c’è Beppe Fiorello. Per guardare l’intervista, con tutta una serie di consigli per i genitori basta cliccare sull’immagine del professore (il video è anche sul profilo Facebook del Corrieresalentino.it e YouTube)

IL CENTRO DIPENDENZE TECNOLOGICHE DI CAVALLINO PUNTO DI RIFERIMENTO PER SCUOLE E FAMIGLIE

Il Centro Di.Te. che sorge a Cavallino (inaugurato sabato scorso), all’interno del Poliambulatorio Calabrese, sarà un punto di riferimento per famiglie e scuole salentine, promuoverà la cultura della “consapevolezza digitale” e metterà a disposizione di tutti una squadra di medici, psicologi e psicoterapeuti specializzati nella cura di tutta una serie di disturbi e patologie derivanti dall’uso delle nuove tecnologie, incluso il gioco patologico, che attrae sempre più giovani a causa delle nuove possibilità offerte dai giochi online.

«L’uso massiccio dello smartphone sta causando anche una quantità incredibile di disturbi psicologici, problemi relazionali, problemi posturali, infiammazioni e patologie ortopediche tra adulti e adolescenti – chiarisce la dottoressa Selenia Greco, esperta in neuropsicologia (cliccate sull’immagine per guardare l’intervista ndr) – Nelle scuole si inizi a parlare non solo di cyberbullismi, ma anche di autolesionismo. I danni più ricorrenti riguardano la funzionalità nella vita quotidiana. I social network agiscono molto sul ‘circuito dopaminergico’ che si attiva e dà dipendenza. Internet è senza confini, non ha gli adulti che svolgono un ruolo di contenitore: nella rete un adolescente può perdersi per sempre. Abbiamo letto tante volte episodi di cronaca, suicidi di bambini che provano a sfidare se stessi, dopo aver perso il senso del reale a causa di alcune applicazioni».

«Nel Centro Di.Te. che sorge all’interno del Dipartimento di neuroscienze Calabrese di Cavallino saranno attuate una serie di tecniche innovative di disintossicazione dalle tecnologie che punteranno al recupero delle attività perdute – ha puntualizzato la dottoressa Francesca De Santis, esperta in psicologia dello sport – Anche il Salento, con il nuovo centro Di.Te si può incamminare sulla strada della consapevolezza tecnologica»Il Centro Di.Te. è un presidio sul territorio importantissimo, anche secondo il direttore Asl, Rodolfo Rollo, che auspica una collaborazione con il centro universitario cavallinese di biotecnologie e con le scuole.

“State lavorando benissimo nel settore delle neuro-scienze – ha affermato nel suo intervento il direttore Rodolfo Rollo, rivolgendosi ai responsabili del Dipartimento di Neuroscienze del Centro Calabrese di Cavallino – Vi chiedo di partecipare con l’Università al Bio-Tecnopolo che è a Cavallino. Con l’università e le imprese potremo esplorare nuove frontiere e terapie”. “Stiamo assistendo a uno sfascio emotivo per colpa dell’abuso di tecnologia – spiega la dottoressa Maria Luisa Calabrese – È vero che  l’innovazione tecnologica ci ha permesso di fare grandi passi in avanti nelle cure e nel miglioramento del lavoro, ma troppi ragazzi si ritrovano con una serie di problemi relazionali e posturali che devono essere prevenuti”. Complimenti a chi si è dedicato a dare vita a questo centro – ha spiegato il presidente dell’Ordine dei Medici, Donato De Giorgi – Le tecnologie hanno avuto un impatto importante sulle nostre vite, ma è necessario intervenire sugli eccessi e curare le dipendenze”. 

Inaugurazione Dite Lecce Giuseppe Lavenia

Fonte: corrieresalentino.it

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