Spettacolarizzare il dolore non è mai la cosa giusta

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Ancora un episodio di violenza e ancora foto che testimoniamo la violenza contro un ragazzo di 16 anni. Ma questa volta le immagini non sono state messe in rete dai bulli per “vantarsi” di quanto fatto, ma dalla madre della vittima.

Come si legge sui media, la signora ha postato su Facebook le foto del figlio sanguinante, sul lettino del pronto soccorso. Un messaggio forte e chiaro con lo scopo di sensibilizzare le istituzioni e forse far ravvedere anche gli autori di questo vergognoso gesto. Ma è realmente questo il modo corretto per sensibilizzare?«La reazione di questa madre è comprensibile e non mi sento assolutamente di biasimarla. Ma è necessario sottolineare che non è questo un atteggiamento “riabilitativo” o “preventivo”» dichiara Giuseppe Lavenia, Presidente dell’Associazione Di.Te. «Così facendo la donna, che ribadisco essere in buona fede, rischia di esporre il figlio a una spettacolarizzazione mediatica che potrebbe provocare ulteriori danni. Ora tutti conoscono ciò che è accaduto al ragazzo e gli stessi bulli si sentiranno ancor più forti di fronte a queste immagini di dolore. Spettacolarizzare il dolore non è mai la cosa giusta. Le notizie diffuse in rete resteranno lì per anni, c’è il rischio che questo ragazzo anche in futuro possa vedere il suo nome e il suo volto ancora associato a questo episodio di violenza».

«Il fatto che il post pubblicato dalla madre abbia ricevuto, nel giro di poco tempo, oltre cinquemila e cinquecento like e altrettante condivisioni mostra che all’opinione pubblica approva la gogna mediatica ma non è così che si risolvono questi episodi. La madre, molto intelligentemente, subito dopo l’accaduto ha sporto denuncia ai carabinieri, è questa sempre la scelta giusta», conclude Lavenia.

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